Archivio news 06/04/2020

DUE EX COMPAGNI DEL CUNEO AI NOSTRI MICROFONI: FABIANO SANTACROCE E MICHELE EMMAUSSO

Fabiano Santacroce e Michele Emmausso, dopo aver parlato di loro e dell'attuale situazione sul COVID-19, si lanciano la sfida al Madrigal. Chi la spunterà?

MICHELE EMMAUSSO

Parlaci dell’attuale emergenza coronavirus, voi giocatori volete giocare?

Di certo siamo in una situazione paradossale, io mi sto allenando per farmi trovare pronto al rientro, ma al momento non saprei dirti quando rientrare. Noi calciatori vogliamo giocare, fa male stare lontano dai campi di gioco, ma al momento le priorità sono altre. Tutto questo proprio nella mia miglior stagione! (Ride, ndr)

Sei un classe 97’, fino a 3 anni fa calcavi i campi dell’eccellenza quando all’improvviso arrivó la chiamata del Genoa. Ci racconti come è andata la cosa?

Avevo fatto una grande annata condita da molti gol. Sapevo che c’era interesse per me da squadre di categoria superiore. Ero in ospedale da mia mamma quando mi ha chiamato il mio ex procuratore e mi ha detto: non andrai a giocare in serie C, ma neanche in B: Andrai in A, sei stato acquistato dal Genoa. Penso sia stato uno dei momenti più belli per me!

Ci hai sempre creduto nel calcio professionistico? Cosa cambia dal dilettantismo al professionismo?

In verità io avevo smesso, poi sono ripartito dalla promozione facendo 0 presenze. L’anno dopo ho capito che dovevo darci dentro, che avevo potenzialità. Ho trovato un allenatore che credeva in me e mi sono dato da fare, dovevo arrivare e ci sono riuscito!
Dal calcio dilettantistico al professionistico cambia tutto, dagli allenamenti al ritmo di gioco. Ci sono altri tempi, altra mentalità!

Hai giocato in piazze importanti dov’è ognuna ha lasciato un segno, nel bene e nel male. 1° gol in C con la maglia del Taranto, Finale play off con la maglia del Siena da titolare, poi Reggina e Cuneo e ora 9 gol con la Vibonese. Qual è l’esperienza che più ti ha fatto maturare?

Ogni esperienza ha lasciato in me un ricordo indelebile e ha contribuito a farmi maturare. A Siena perdemmo la finale play off ma uscimmo tra gli applausi del pubblico dopo aver battuto in semifinale il Catania avanti a 30.000 spettatori; ora a Vibo sono maturato ed infatti è anche la mia miglior stagione. Anche Santacroce ha contribuito molto alla mia crescita.

Dopo quest’exploit nella stagione corrente, l’anno prossimo ci sarà il salto di qualità?

Beh, certamente non voglio fermarmi, l’obiettivo è quello di migliorarsi sempre.

Qual è la tua caratteristica migliore? Per capirci, il tuo marchio di fabbrica.

Diciamo che sono un giocatore completo; sono veloce, tecnico, forte nell’uno contro uno. Ora sono maturato anche mentalmente.

Il calciatore più forte che hai giocato e che hai sfidato?

Il più forte è Tomas Rincon, un animale. Fortissimo!

Qual è il tuo sogno? Il calciatore a cui ti ispiri?

Il mio sogno è arrivare in serie A, magari con la maglia dell’Inter!

Come ben sai spesso quando si finiscono i campionati, ci si ritrova tutti i calciatori della nostra città nei campetti di provincia a fare tornei e partitine, sei pro o contro questa cosa?

Sono un professionista, ci conosciamo tutti e sappiamo che non bisogna farci male. Lo prendo come un allenamento che ci tiene in forma e un’ora per stare con gli amici a ridere e scherzare.

Approfittando di questa domanda,voglio lanciare la sfida a santacroce aspettandolo quest’anno al centro sportivo Madrigal, non lo faccio toccare una palla! (Ride,ndr)



FABIANO SANTACROCE

 

Vorrei aprire una finestra su questa situazione del Covid prima di parlare di calcio.
Come stai vivendo il periodo di quarantena?

La situazione non è molto facile perché mi trovo solo qui a Verona, ho comunque la mia famiglia lontana. Mi alleno tanto, due volte al giorno ed ho già visto qualsiasi film possibile

I tempi sono molto incerti, ma dall'altra parte c'è una voglia matta di tornare sul campo da calcio. Tu cosa ne pensi, quando ci sarà una ripresa anche se parziale con gli allenamenti e poi definitiva con le partite?

Penso che di sicuro il campionato dovrà iniziare a breve perché, Ahimè ci sono interesse in gioco di alcune società che vanno sul piano economico, cosa che non si dovrebbe guardare assolutamente. Però si, spero di tornare presto perché mi manca tutto, anche allenarmi sempre da solo e senza palla.

Raccontami di quando hai saputo che il Napoli ti aveva acquistato

Ero in un periodo in cui molte squadre mi volevano, ma scelsi di restare a Brescia e riconfermare l'ottima stagione. Mentre ero a fare allenamento in palestra arrivò la chiamata che fui acquistato dal Napoli. Non avevo molta conoscenza di questo club. Si, sapevo che fosse una squadra di serie A, ma non sapevo benissimo. Sentii che la città aveva problemi di spazzatura e mi dissi: ma dove devo andare?! Poi ovviamente mi sono ricreduto e mi sono innamorato

Cosa hai provato quando sei entrato al san Paolo per la prima volta durante una partita?

Il san Paolo ha una delle tifoserie più importanti di Italia e anche quando ne sono pochi si fanno sentire. Si fanno sentire sempre, anche quando sbagli e stanno lì a fischiarti. Ci vogliono le p**** per giocare in una tifoseria così

Considerando le 13 presenze dopo essere arrivato a gennaio e le 27 l'anno dopo, sei diventato una certezza per la Serie A; Tu che sei centrale puro, In che modo ti piace di più giocare visto che nel Napoli hai giocato nella difesa a 3 oppure a 4?

Preferisco giocare a 3 perché adoro sempre anticipare, (io ho anticipato anche la mia nascita) mentre a 4 molte volte non sei obbligato a restare in posizione per mantenere la difesa. Quando ero in allenamento ho cercato di anticipare Zalayeta, ma è stato sempre impossibile, in quegli anni stavo a 3000 ma lui era intelligentissimo e aveva gli occhi anche dietro la testa 

Il partner con cui ti dei trovato meglio in difesa? 

Hugo Campagnaro

Chi è stato il compagno di squadra che ti ha insegnato qualcosa che ora porti ancora con te in ogni partita che fai?

Non è stato un compagno, ma il mio vecchio mister: Stefano Borgonovo. Lui ci diceva sempre che il calcio era comunque un gioco e noi dovevamo divertirci. Infatti lui era sempre col sorriso sulle labbra, poi la sfortuna ha voluto che quel sorriso glielo ha tolto la SLA e nonostante ciò cercava col suo computer di fare battute e essere quello di sempre. Infatti quando feci la mia prima in nazionale, lui era presente lì a vedermi. Cose che non dimenticherò mai

Hai avuto infortuni importanti della tua carriera, pensi che abbiamo limitato la tua crescita? Perché eri molto giovane e come dicevo al Napoli stavi facendo benissimo e un difensore trova la sua massima forma in una età avanzata con l'acquisto dell'esperienza

Si gli infortuni hanno caratterizzato tanto la mia carriera, arrivò un periodo in cui mi ero infortunato al ginocchio destro e stetti fermo 4 mesi. Il mister mi convocò per la partita, la prima dal mio infortunio, ma il venerdì prima mi infortunai al sinistro. È stata proprio dura

Per il futuro cosa ci dirai, ovviamente inteso anche post calcio giocato. Allenatore, dirigente. Cosa ti piacerebbe fare?

Sto lavorando ad un progetto: vorrei aiutare a tutti quei ragazzini che non hanno fortuna e di seguirli per poterli portare a grandi livelli. Una sorta di procuratore.

Michele Emmausso ti ha lanciato una sfida, dicendoti che ti aspetta quest'anno sul Centro Sportivo Madrigal per una partita di calcetto.

Non vedo l'ora che venga l'estate e fare questa partita contro di lui. Ditegli che si prepara psicologicamente.(Ride,ndr)