Archivio news 09/04/2020

OGGI AI MICROFONI LAE E' INTERVENUTO LUCA PINI!

Esempio di umiltà e disponibilità, Luca Pini ci ha raccontato un pò di lui. L'ingresso al San Paolo una delle più grandi emozioni; Zeman mi ha dato tanto. Ora studio per diventare allenatore.

LUCA PINI
Umiltà e disponibilità sono i 2 aggettivi che meglio possano descrivere questo ragazzo. 

Ciao Luca, come stai trascorrendo questa quarantena? Che ne pensi della nostra attuale situazione?
Ciao ragazzi. Innanzitutto voglio ringraziarvi per questa diretta. La situazione che stiamo vivendo è abbastanza grave ma, con la buona volontà di tutti e la pazienza ne usciremo fuori. Un pò di buona volonta e quando ciò finirà,sarà tutto più bello!

Sei un ex calciatore, hai avuto a che fare sia col dilettantismo che col professionismo. Ci sai dire cosa cambia tra le 2 categorie?
Si, sono cresciuto nella scuola calcio Damiano Promotion. La mia prima avventura nel professionismo l'ho avuta con l'Avellino; ero in primavera e un giorno a mia insaputa, Zeman mi convocò per la partita del campionato di serie B.. un'emozione unica. Nonostante quell'anno siamo retrocessi, io sono rimasto con la casacca biancoverde e quando battemmo il Napoli ai play-off per l'approdo in B, io ero in panchina. Calcare il San Paolo gremito in ogni ordine di posto è un'emozione unica. Dopo Avellino ho fatto tanti anni di D. La differenza tra il professionismo e il dilettantismo sta tutta nella testa. In serie B sei calciatore a tutti gli effetti, in serie D non sei ancora arrivato. Anche gli allenamenti cambiano, è tutto diverso.

Hai avuto la possibilità di toccare la serie B con le mani, alla corte dell’allenatore Zeman. Come si vive uno spogliatoio a quei livelli? Tante persone parlano bene di Zeman, qual è il tuo pensiero per il maestro? 
Beh, stare a quei livelli è un'emozione immensa. Stare nel tunnel degli spogliatoi e vedere gente come Luca Toni, Antonio Nocerino che ti abbracciano e ti danno la mano è una cosa che ancora oggi mi mette i brividi. Vedere la mia maglia sulla panchina col cognome e il numero (28) è una soddisfazione. Zeman è un grande allenatore e un grande uomo, mi ispiro a lui. Fa lavorare molto, ricordo un ritiro in Svizzera.. ci ha letteralmente ammazati! (ride,ndr.)

Hai qualche rimpianto da calciatore?
Si, molti. Se dovessi tornare dietro non sarei rimasto in B con l'Avellino ma, sarei andato o in C1 o in C2 con squadre che mi hanno fatto la corte ma, a quell'età, non pensi a molte cose.

La tua carriera ad un certo punto è stata stroncata da un brutto episodio che ti ha condizionato il tuo futuro, ci vuoi raccontare meglio?
Si, ero un lusso per la serie D ma, un incidente ha frenato la mia carriera. Sono stato in coma per 5 giorni e ringrazio DIO per aver scongiurato il peggio. Sono stato lontano dai campi da calcio per un lungo periodo fin quando accettai la proposta del Nola. Uno stadio che inneggiava il mio nome, la' i tifosi seguono molto la squadra ma, appena misi piede in campo, mi sono reso conto che non ce la facevo e dopo appena 2 minuti ho chiesto il cambio. Ancora oggi è molto difficile raccontare e ricordare questi episodi.

Nonostante abbia un lavoro extra calcistico, la tua passione per il calcio ti ha portato ad allenare già da un paio d’anni , cominciando col San Martino valle Caudina nella quale hai allenato anche Lello Perinelli, che ci teniamo a ricordare. Il tuo futuro sarà questo?
Si, ci tengo a ricordare Lello e ogni volta che lo nomino, mi viene la pelle d'oca.
Dove non sono arrivato col calcio giocato, spero di arrivarci da allenatore. Sto studiando molto in questo periodo di quarantena per specializzarmi in questo nuovo 'mestiere' che mi permette di stare quotidianamente sui campi da calcio. E poi chissà, magari fare una bella pagina di storia. (ride,ndr)

Nei nostri tornei ospitiamo spesso gente di caratura importante: sarai il prossimo ad entrare nei nostri circuiti?
Si, mi fa molto piacere e, non appena finita questa quaratne, Luca Pini entrera a far parte dei circuiti LAE SOCCER e divertirsi con voi.