Archivio news 14/04/2020

OGGI AI NOSTRI MICROFONI E' INTERVENUTO GEPPINO RINALDI

Di ritirarmi al momento non ci penso, posso fare ancora molto. Eziolino Capuano fondamentale per me. FOGGIA una piazza ASSURDA !

 

 

Ciao Geppino buonasera, cosa pensi dell’attuale situazione?
Ciao peppe, siamo in una situazione difficile, anche scocciante. Questo covid ci sta ammazzando tenendoci lontano da tutti e tutto ma ne usciremo e torneremo ad abbracciarci, magari sui campi da calcio!

Cosa cambia tra il dilettantismo e il professionismo?
Beh, tutto. A partire dal regime di allenamento, ad arrivare allo stile di vita. I calciatori professionistici hanno un altro passo, un’altra gamba.


Per te tanti campionati vinti, tra cui ricordiamo quello a Salerno. Che emozioni si provano a vincere un campionato?
Vincere è sempre bello. Amo vincere sempre, anche nelle partite di allenamento.
Ho vinto a Caserta, a Salerno, in più parti ma, con la Salernitana, la vittoria ha avuto un sapore diverso. Da bambini andavo spesso all’arechi anche perché mio padre era sempre lì e, vincere con quella squadra è stata una doppia soddisfazione.

Sei stato capitano in tante piazze con la quale sei stato, che peso ha una fascia da capitano?
Io sono sempre stato una testa calda, e avere la fascia da capitano è stato per me un grande onore. Nella mia carriera Eziolino Capuano ha avuto un ruolo importantissimo, mi ha in un certo senso cambiato, mi ha fatto maturare e mi ha insegnato a prendere più responsabilità, Come appunto la fascia da capitano. Indossare la fascia vuol dire fare da collante tra squadra e società, responsabilità molto grande.

Ancora oggi a 40 anni sei protagonista in eccellenza, cosa ti dà forza per continuare e non fermarti?
Finché il fisico lo permette, giocherò sempre. Non immagino un mio futuro lontano dai campi anche perché, quando sento amici di vecchia data che ormai non giocano più, mi dicono che gli manca il campo da calcio; finché le gambe ce la faranno io giocherò a calcio.

Hai qualche pensiero per la tua carriera da post calciatore?
Ho preso il patentino da allenatore 6 anni fa, quindi ci sarà sicuramente un successivo ruolo nel mio mondo del calcio. In tanti mi dicono che sono un allenatore in campo, anche per il ruolo che faccio (DC).

La piazza con la quale hai stretto il più bel rapporto qual è stata?
Fortunatamente sono rimasto in ottimi rapporti in qualsiasi piazza che sono andato, ma Foggia resterà per sempre nel mio cuore, li trovavi in tutte le città nelle quali andavi. Ricordo una volta in ritiro, in confine con la Svizzera, ci trovammo 500 persone e io non potevo crederci!

Il tuo più bel ricordo calciadtico?
Ne sono tanti, ma se devo dirtene uno, ti dico la partita con la maglia della juve Stabia contro il Napoli. Fu un dolore e gioia allo stesso momento. Gioia perché la nostra squadra aveva fatto gol, dolore perché avevamo segnato alla mia squadra del cuore. (Ride,ndr)

Hai vinto l’ultimo torneo da noi organizzato, il Madrigal Cup, ti rivedremo sui nostri campi? È stata un’emozione vincere il torneo?
Si, certo. Non vedo l’ora che finisce questa quarantena per venire a fare questi tornei, aspetto solo questo! (Ride,ndr).
È stata una grande emozione anche perché fuori al campo c’erano più di 500 spettatori, si respirava un’aria calcistica di livelli alti.